Bicchieri da vino: come scegliere tra i più conosciuti

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Apprezzare un buon vino è un’arte che passa anche dal bicchiere, nel vero senso della parola.

Scegliere il calice giusto (o almeno, quello che più vi si avvicina) può esaltare le qualità organolettiche del vino, aiutandolo a sprigionare al meglio profumi e aromi.

Come è composto un calice per vino?

Partiamo da un presupposto fondamentale: gli elementi che compongono un bicchiere per il vino.

  • Piedino: è la base del calice, solitamente circolare.
  • Stelo: è l’elemento di collegamento tra il piede e la coppa. Utilizzato per sorreggere il bicchiere, permette alla persona di non toccare né la coppa (scaldando il vino), né il bordo (mascherando i profumi).
  • Coppa: è il nucleo del calice, che non dovrebbe essere mai riempito oltre a 1/3. In questo modo il vino – soprattutto se rosso – potrà “respirare”, sprigionando tutti i suoi profumi.
  • Bordo: è il punto di contatto con la bocca del consumatore. Se largo, permette di svolgere al meglio l’analisi olfattiva; se stretto aiuta invece ad apprezzare al meglio i sentori zuccherini.

Le 8 tipologie principali di calici da vino

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Spumanti

Gli spumanti secchi, semi-secchi e brut vanno serviti in bicchieri dal corpo lungo e stretto, in grado di favorire lo sviluppo del perlage (l’insieme di piccolissime bollicine). Parliamo quindi di flûte e mezze-flûte.

Nel caso di spumanti aromatici dolci è più indicata la coppetta champagne, per valorizzarne i profumi.

E il Prosecco? Il suo bicchiere, commissionato dal Consorzio per la Tutela del Prosecco Superiore, è un calice a forma di diamante, che unisce le caratteristiche del flûte (per preservare le bollicine) e della coppa per vino bianco (che esalta il bouquet aromatico).

Vini bianchi

I bicchieri per vino bianco vengono di solito denominati con il nome di una varietà, come Chardonnay, Sauvignon o Riesling. La capacità del calice è ridotta, affinché il vino non si scaldi troppo velocemente: proprio per questo è consigliato versare più spesso, piuttosto che in grandi quantità.

Più larga la coppa, più strutturato sarà il vino; più stretto il bordo, più giovane e fresco sarà invece lo stesso.

Vini rosati

Per il rosè si scelgono solitamente calici medi, molto simili a quelli per i bianchi giovani.

Vini rossi

Come anticipato, l’ampiezza della coppa e del bordo aumenteranno in proporzione alla corposità, alla struttura e all’invecchiamento del vino. Anche in questo caso il nome delle tantissime tipologie riprende quello di varietà autoctone francesi, italiane e tedesce.

I più comuni?

Il bicchiere Cabernet, spesso utilizzato nelle osterie sia per i rossi che per i bianchi. Il calice Bordeaux, classico delle degustazioni. Il Gran Ballon, per i rossi strutturati che richiedono grande ossigenazione. E il Bourgogne, con la coppa più ampia, per i vini dalla corposità notevole.

Vini passiti e liquorosi

Questo genere di vini va sorseggiato con calma e viene servito in quantità minori. I bicchieri sono quindi più piccoli: l’apertura è dritta per i vini passiti e accentuata (a tulipano) per i liquorosi, come il Marsala o il Porto.

Cosa scegliere per casa?

Il calice da vino perfetto per casa? Se prediligi bianchi freschi e poco profumati scegli il bicchiere Sauvignon, il più diffuso per degustazione; se invece ami prodotti più invecchiati opta per il Renano (indicato anche come Chardonnay), utile anche per i rossi giovani. Se invece sei un’amante del rosso orientati verso un Bordeaux.

Hai poco spazio? Scegli un set di calici da degustazione da sommelier, spesso definito semplicemente “coppa classica”: andrà bene per (quasi) tutte le tue bottiglie!

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