Centrifughe, estratti, spremute, frullati: le differenze

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Fresche, salutari, gustose: le bevande a base di frutta e verdura sono un toccasana, soprattutto se preparate senza l’aggiunta di conservanti o zuccheri. Non sono però tutte uguali, nonostante spesso termini come ‘centrifuga’, ‘estratto’, ‘spremuta’ o ‘frullato’ si usino come sinonimi.

Oltre allo strumento di preparazione, tra una tipologia e l’altra cambiano il modo di ottenere il succo, le caratteristiche organolettiche e gli ingredienti che si possono utilizzare.

Scopri con noi le differenze principali.

Centrifugato (o centrifuga)

Il macchinario è composto da tre elementi principali: le lame, che tagliano la frutta, il rotore, che produce una rotazione velocissima per separare liquidi e solidi, e un filtro, che permette di “bloccare” i residui prima che scendano nel bicchiere. Il risultato è un liquido leggero e piuttosto disomogeneo, ricco di vitamine e sali minerali ma privo di fibre.

La centrifuga funziona molto velocemente, quindi richiede poco tempo per la preparazione della bevanda.

Estratto

L’estrattore funziona attraverso una coclea (un piccolo torchio) che schiaccia frutta e verdura con forza, estraendone il succo. Il risultato è un liquido omogeneo e più corposo rispetto al centrifugato, ricco di polpa; in questo modo gli scarti sono minori.

Per ottenere un estratto è necessario più tempo, ma è possibile utilizzare anche verdure a foglia difficilmente centrifugabili.

Spremuta

La spremuta si pone a un livello intermedio rispetto ai precedenti, perché la divisione tra parte liquida e fibre avviene attraverso una rotazione e una spremitura. Il processo però è più lento, anche nel caso si usi una spremiagrumi elettrica.

La differenza principale risiede nella parola: il termine spremuta si utilizza solo con gli agrumi, come arance, mandarini, limoni, pompelmi.

Frullato

A differenza dei precedenti, il frullato non include solo frutta o verdura, ma anche altri elementi in grado di rendere più liquido il composto, come acqua, latte, yogurt o ghiaccio.

In questo caso gli ingredienti vengono sminuzzati, mantenendo le fibre e utilizzando anche elementi che creerebbero difficoltà negli altri casi, come banane, fichi, avocado o spinaci.

Cosa scegliere tra centrifuga, estratto, spremuta e frullato?

Se la preparazione avviene a casa, la prima discriminante è sicuramente il prezzo: una centrifuga e un estrattore hanno un costo decisamente più elevato rispetto a una spremiagrumi o un frullatore.

Se consideriamo invece le caratteristiche a tutto tondo, la scelta è personale:

  • scegli la spremuta se vuoi una bevanda solo a base di agrumi
  • scegli il frullato se vuoi utilizzare frutta o verdura con poco succo o se hai bisogno di aiutare il transito intestinale (con le fibre)
  • scegli l’estratto se vuoi una bevanda densa e ricca di nutrienti, senza problemi di tempo
  • scegli la centrifuga se vuoi una bevanda leggera ed energizzante, pronta velocemente

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