Kumquat: come si mangia e come coltivare il mandarino cinese

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Piccolo come un’oliva, colorato come un mandarino, aspro come un pompelmo: oggi parliamo del kumquat, conosciuto ai più come mandarino cinese (e ai botanici come Citrus japonica).

Il suo arrivo in Europa dalla Cina, nel XIX secolo, è merito del botanico inglese Robert Fortune: per anni la pianta (utilizzata soprattutto per decorare giardini e grandi terrazze) è stata chiamata Fortunella in suo onore.

Quali sono, quindi, le sue caratteristiche?

Come coltivare il kumquat

Questo piccolo albero da frutto (un agrume per la precisione) può essere facilmente coltivato in vaso, quindi anche in terrazza o sul balcone.

A differenza di altri agrumi (come il limone) è molto resistente al freddo: è sufficiente posizionarlo in un luogo riparato da raffiche di vento e in un’area ombreggiata. Attenzione però! In inverno non va mai spostato in casa, perché risente molto degli effetti del riscaldamento.

Prepara il terreno con un mix di terriccio per piante acidofile (ideale per gli agrumi) e terriccio universale, utilizzando con cadenza regolare (ogni 15 giorni è sufficiente) un concime organico. Non serve bagnare il kumquat troppo spesso: controlla solo che la terra sia abbastanza umida.

La potatura (minima) si effettua in inverno dopo la raccolta degli ultimi frutti (di solito a fine novembre), mentre va rinvasato solo ogni due anni, al crescere della pianta.

Insomma: il mandarino cinese è una pianta ottima anche per chi non ha il pollice verde!

I benefici del mandarino cinese

Il kumquat è ricco di fibre e proprio per questo è utilissimo per l’apparato digerente (soprattutto in caso di stipsi).

È molto ricco di vitamina C: aiuta quindi a proteggersi dai malanni di stagione come il raffreddore e il mal di gola.

Contiene inoltre molti sali minerali, come potassio, calcio e fosforo, ideali per contrastare la stanchezza dopo un allenamento o uno sforzo fisico.

Come si mangia il kumquat?

Del mandarino cinese si mangia tutto, buccia compresa! Proprio per questo è bene sceglierlo sempre maturo (lo puoi riconoscere dal colore arancione brillante) e sodo.

Una volta lavato con cura in acqua fredda, puoi mangiarlo intero oppure tagliarlo a metà: scoprirai una buccia molto dolce e un interno aspro. Solitamente si usa a crudo in insalata, nella macedonia o per guarnire cocktail; viene usato invece cotto per insaporire il pesce.

I suoi usi principali sono però altri due: la preparazione di liquori e marmellate!

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