Il pranzo di Natale attraverso le tradizioni a tavola

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Pasta fresca in brodo, lasagne, bollito di carne, anguilla, baccalà e tanto altro: ogni Regione d’Italia ha le sue tradizioni enogastronomiche natalizie, diverse ma legate da un filo invisibile.

Intendiamoci: potendo proveremmo ogni ricetta, ma potrebbero volerci decenni. Da Nord a Sud le proposte sono tantissime, una più gustosa dell’altra. Ma quali sono le più diffuse?

I primi piatti di Natale

I tortellini in brodo, tipici dell’Emilia Romagna, sono serviti in tutto lo stivale con ripieni diversi, dai grandi classici (come carne, prosciutto o mortadella) a varianti locali come gli spinaci, il radicchio o il pesce. Finiscono però in brodo anche tanti altri tipi di pasta fresca, come gli agnolotti (in Piemonte), i casoncelli (in Lombardia), i maccheroni (in Liguria), i cappelletti (in Centro Italia) e i Natalini (in Liguria). In Trentino Alto Adige si scelgono invece i tipici canederli, mentre in tante Regioni il brodo è alla base di gustose zuppe e minestre.

In Campania e Calabria spesso si offre ai propri ospiti la minestra maritata, un mix di verdure e diversi tagli di carne, originata dalla cucina povera di un tempo. In Molise si usa preparare la zuppa di cardi con brodo di cappone, mentre in Basilicata nella minestra si tuffano scarola e verza.

A Natale non mancano però anche tanti altri tipi di primi più asciutti, come i tortelli di zucca mantovani, gli gnocchi di susine triestini, il risotto al Radicchio di Treviso o i vincisgrassi marchigiani (un timballo simile a una lasagna).

I secondi di Natale

Se per la prima portata vince a mani basse il brodo, per la seconda ad andare per la maggiore è il bollito (o lesso, che dir si voglia). A Nord si serve solitamente il manzo e accompagnato da salse, mentre al Centro si sceglie il cappone; quest’ultimo però non manca nelle tavole settentrionali, dove viene solitamente arrostito.

Un altro piatto tradizionale, sia per il Natale che per il Capodanno, è il cotechino, preparato con carne di maiale tritata e speziata. Una sua variante particolare è il Musèt friulano, per il quale invece della cotenna, si utilizzano le carni del muso del maiale. Il cotechino è solitamente servito con le lenticchie, mentre il musetto con la brovada, ottenuta macerando le rape viola macerate nelle vinacce e cotte a lungo.

Passando al pesce, il protagonista assoluto è sicuramente il baccalà: in Veneto si serve con la polenta o con il purè, in Basilicata con i peperoni cruschi, in Lazio con il fritto misto di verdure, mentre in Campania è spesso la farcitura delle pizzelle.

Menzione d’onore va anche all’anguilla (tradizionale in Lombardia e Puglia) e al capitone (in Lazio e Campania).

Dolci di Natale

Per i dessert servirebbe un altro libro intero. Panettone e Pandoro sono ovviamente i più conosciuti, ma non sono gli unici attori del Natale.

Crema allo zabaione, torrone, mandorlato, struffoli, mostaccioli… ce n’è per tutti i gusti!

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