Riso Vialone Nano Veronese IGP

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Chi più, chi meno, conosciamo tutti il Vialone Nano, il tradizionale riso veneto nato dall’incrocio tra il Vialone – per l’appunto – e il Nano. Sapevi però che il Vialone Nano Veronese è un prodotto IGP, sottoposto a un rigido disciplinare di produzione? In questo articolo te lo facciamo conoscere meglio.

Produzione e territorio

Come è facile intuire dal nome, il Vialone Nano Veronese si può coltivare esclusivamente in provincia di Verona, più precisamente nei comuni di Bovolone, Buttapietra, Casaleone, Cerea, Concamarise, Erbè, Gazzo Veronese, Isola della Scala, Isola Rizza, Mozzecane, Nogara, Nogarole Rocca, Oppeano, Palù, Povegliano Veronese, Ronco All’Adige, Roverchiara, Salizzole, Sanguinetto, San Pietro di Morubio, Sorgà, Trevenzuolo, Vigasio, Zevio.

Quest’area è molto particolare, perché ricca di acque di risorgive e fontanili che inondano la risaia e rendono il terreno adatto alla coltivazione di questa varietà. Una curiosità: una risaia può rimanere nello stesso appezzamento solo per sei anni consecutivi; può ritornarvi solo dopo due anni di coltivazione di una coltura diversa, per preservare le caratteristiche del terreno.

Come si riconosce il Vialone Nano Veronese?

Il chicco del Vialone Nano Veronese, per essere IGP, deve avere una “grossezza media, di forma tonda e semilunga, con dente pronunciato, testa tozza e sezione tondeggiante“. Dev’essere inoltre bianco, con una “perla” centrale estesa.

Il suo tempo di cottura non dev’essere inoltre inferiore ai 15 minuti.

Come si usa il Vialone Nano Veronese in cucina

Questa varietà di riso è molto apprezzata dagli chef, per la sua versatilità e per la capacità di assorbire i condimenti. Si presta molto bene alla preparazione di risotti e minestre (in brodo), ma anche di insalate e – in alcuni casi – dolci.

Una ricetta della tradizione è il risotto col tastasal, tipico della cucina contadina. Il tastasal veronese (o tastasale) è un impasto di carne fresca di maiale macinata, salata e insaporita con aromi. Si fa rosolare in padella con del burro e un po’ di aglio, si sfuma con il vino (meglio se un Amarone della Valpolicella) e si inizia a preparare quindi il risotto come d’abitudine, cuocendo il riso almeno 15 minuti.

Cosa distingue Carnaroli e Vialone Nano? Oltre alla forma, la differenza principale è la tenuta di cottura: il primo resiste maggiormente e rimane assolutamente compatto, il secondo regala un effetto più cremoso e si presta bene alla mantecatura. Entrambi sono però risi molto pregiati.

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