Storia del tramezzino, il re dell’aperitivo

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Hai mai provato a ordinare un tramezzino all’estero? Nel 99% dei casi (a eccezione del Regno Unito) è un’impresa quasi impossibile, nonostante si tratti di uno dei capisaldi della gastronomia italiana, quel piccolo snack che si può trovare quasi in ogni bar.

Questo paninetto semplice ma gustoso è preparato con pane in cassetta senza crosta e farcito con vari ingredienti, dal tonno alla maionese, dal prosciutto al formaggio, dalle verdure alle salse. Ma qual è la storia del tramezzino? Come è nato questo panino che ha conquistato il palato di milioni di italiani? Oggi facciamo un salto nel passato, raccontandoti qualcosa sulla sua storia.

Chi ha inventato il tramezzino?

Spoiler: non un Italiano. Si narra che il primo a decidere di servire del roast beef tra due fette di pane morbido senza crosta, rigorosamente imburrate, sia stato John Montagu, conte di Sandwich, nel ‘700: proprio a lui si deve il termine in inglese.

Nel secolo successivo la duchessa di Bedford, Anna Maria Stanhope, lancia la moda di servire con il tè delle cinque dei piccoli sandwich dalla forma triangolare. I cucumber sandwiches (paninetti al cetriolo) diventano talmente popolari che anche Oscar Wilde li cita nel suo “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, in una delle scene più divertenti del libro. Da qui, si diffondono in tutta l’Europa continentale e oltreoceano, nell’alta società degli Stati Uniti.

Facciamo ora un salto in avanti, fino al 1926. Ci troviamo al Caffè Mulassano di Torino, nell’elegante piazza Castello. È qui che la signora Angela Demichelis Nebiolo, da poco tornata dagli Stati Uniti con il marito Onorino, introduce nel menu due novità per l’aperitivo e il pranzo: il toast e la sua versione non cotta, il sandwich.

A dare un nome a quello che subito è diventato un elemento immancabile del pranzo e dell’happy hour è però Gabriele D’Annunzio, che – seguendo le regole del periodo fascista – sostituisce l’inglese sandwich con il neologismo tramezzino: un intramezzo tra un pasto e l’altro, per spezzare la fame.

Il tramezzino veneziano

Nonostante il tramezzino torinese sia l’originale, la sua controparte veneziana (“el tramesin”) è forse ancora più famosa ed è immancabile in ogni bacaro che si rispetti, vicino ai cicchetti.

La sua tipica forma bombata, dovuta a un generoso ripieno, è immediatamente riconoscibile. A renderlo particolare è inoltre l’umidità del pane, in parte dovuta al clima della laguna di Venezia, in parte all’abbondante strato di maionese che viene spalmato al suo interno.

Come preparare il tramezzino perfetto

Paese che vai, tramezzino che trovi. Sembra una banalità, ma è proprio così: dalla scelta del pane a quella del ripieno. In questo articolo ci limitiamo quindi solo a qualche consiglio di base, per chi è ancora alle prime armi:

  1. Scegli un pane umido (tra le proposte Mondo Natura trovi anche il pane per tramezzini!).
  2. Spalma sempre un ingrediente cremoso sul pane, come maionese o altre salse.
  3. Tutti gli ingredienti della farcitura devono essere tagliati sottili e aggiunti in modo uniforme.
  4. Se il tramezzino è alla veneziana crea una cupola al centro, in alterativa fai in modo di avere la stessa altezza per tutta la superficie.

Puoi scegliere i gusti più classici o dare spazio alla fantasia: la creatività è sempre accolta a braccia aperte nel mondo dei tramezzini!

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